Marcello, partiamo dall'inizio. CandyHire non è nato con questo volto. Com'era la prima versione?
Era corretta. Ed è il problema peggiore che puoi avere.
La prima versione del logo faceva quello che fanno il 90% degli ATS:
- era pulita
- era leggibile
- era dimenticabile
Non c'era niente che ti facesse dire "questo è CandyHire".
Era software. Non era identità.
E quando lavori su un prodotto che vuole rompere uno schema — perché CandyHire non è un ATS standard, è multi-tenant, AI-driven, pensato per agenzie — allora il design deve fare la stessa cosa: rompere.
Quando hai capito che serviva qualcosa di radicalmente diverso?
Quando ho visto il prodotto.
CandyHire ha dentro cose forti:
- pipeline multiple per cliente
- automazioni AI
- un sistema che riduce caos operativo reale
Eppure fuori sembrava… un gestionale.
C'era un disallineamento enorme tra potenza interna e percezione esterna.
Il mio lavoro è stato colmare quel gap.
E da lì nasce… il coniglietto?
Non nasce "il coniglietto".
Nasce un comportamento.
Poi prende la forma di un coniglio.
Il punto era:
Come rendi un ATS meno freddo senza renderlo stupido?
La risposta non è "metti una mascotte".
È: dai al sistema un modo di interagire con l'utente.
Il coniglio funziona perché:
- è veloce → richiama la rapidità del recruiting
- è reattivo → come il sistema
- è leggero → rompe la rigidità dell'HR software
Ma soprattutto:
non è decorativo. È funzionale.
Spiegaci questa cosa della mascotte "utile".
La maggior parte delle mascotte è marketing.
Questa è interfaccia.
L'idea era:
"E se il sistema avesse una presenza che ti guida senza essere invasiva?"
Quindi il coniglio:
- segnala azioni
- accompagna stati vuoti
- alleggerisce momenti "noiosi" (tipo pipeline vuote, upload CV, attese)
- diventa feedback visivo immediato
È UX, non branding.
Parliamo del colore. Perché questa palette candy?
Perché il mercato è grigio.
Apri qualsiasi ATS:
- blu corporate
- grigio
- verde "enterprise"
Tutti vogliono sembrare affidabili.
Risultato: sembrano tutti uguali.
CandyHire invece parte da un presupposto diverso:
l'affidabilità non la comunichi con il colore. La comunichi con il prodotto.
Quindi puoi permetterti di essere:
- rosa → accessibile
- lilla → distintivo
- candy → memorabile
E funziona perché sotto c'è sostanza.
Quanto è stato importante il concetto di "zero caos" nel design?
Tantissimo. È diventato una regola.
Ogni scelta visiva doveva rispondere a una domanda:
Riduce caos o lo aggiunge?
Quindi:
- forme semplici
- animazioni leggere
- feedback immediati
- niente rumore inutile
Il coniglio stesso è minimale.
Non è illustrato per essere bello.
È progettato per essere chiaro.
C'è stato un momento in cui hai detto "ok, ora funziona"?
Sì. Quando il coniglio ha iniziato a "vivere" dentro il prodotto.
Non quando l'abbiamo disegnato.
Quando l'abbiamo animato.
Perché lì succede una cosa importante:
- non è più un asset
- è una presenza
E quando un utente sorride usando un ATS…
hai vinto.
Se dovessi riassumere il passaggio dalla prima versione a oggi?
Da software corretto a prodotto con carattere.
Prima:
"Questo è un ATS"
Ora:
"Questo è CandyHire"
E sembra una differenza piccola.
In realtà è tutto.
Ultima domanda. Il coniglio è definitivo?
No.
Ed è il punto più importante.
Il coniglio non è il brand.
È un linguaggio.
Può evolvere, cambiare, adattarsi alle feature, diventare più intelligente insieme al prodotto.
Se resta fermo, muore.
Se cresce con CandyHire, diventa un asset enorme.