STORY

Disegnare un carattere, non un logo

Intervista a Marcello Manchisi

D:

Marcello, partiamo dall'inizio. CandyHire non è nato con questo volto. Com'era la prima versione?

Marcello:
Era corretta. Ed è il problema peggiore che puoi avere.

La prima versione del logo faceva quello che fanno il 90% degli ATS:

  • era pulita
  • era leggibile
  • era dimenticabile

Non c'era niente che ti facesse dire "questo è CandyHire".

Era software. Non era identità.

E quando lavori su un prodotto che vuole rompere uno schema — perché CandyHire non è un ATS standard, è multi-tenant, AI-driven, pensato per agenzie — allora il design deve fare la stessa cosa: rompere.

D:

Quando hai capito che serviva qualcosa di radicalmente diverso?

Marcello:

Quando ho visto il prodotto.

CandyHire ha dentro cose forti:

  • pipeline multiple per cliente
  • automazioni AI
  • un sistema che riduce caos operativo reale

Eppure fuori sembrava… un gestionale.

C'era un disallineamento enorme tra potenza interna e percezione esterna.

Il mio lavoro è stato colmare quel gap.

D:

E da lì nasce… il coniglietto?

Marcello:

Non nasce "il coniglietto".

Nasce un comportamento.

Poi prende la forma di un coniglio.

Il punto era:

Come rendi un ATS meno freddo senza renderlo stupido?

La risposta non è "metti una mascotte".

È: dai al sistema un modo di interagire con l'utente.

Il coniglio funziona perché:

  • è veloce → richiama la rapidità del recruiting
  • è reattivo → come il sistema
  • è leggero → rompe la rigidità dell'HR software

Ma soprattutto:

non è decorativo. È funzionale.
D:

Spiegaci questa cosa della mascotte "utile".

Marcello:

La maggior parte delle mascotte è marketing.

Questa è interfaccia.

L'idea era:

"E se il sistema avesse una presenza che ti guida senza essere invasiva?"

Quindi il coniglio:

  • segnala azioni
  • accompagna stati vuoti
  • alleggerisce momenti "noiosi" (tipo pipeline vuote, upload CV, attese)
  • diventa feedback visivo immediato

È UX, non branding.

D:

Parliamo del colore. Perché questa palette candy?

Marcello:

Perché il mercato è grigio.

Apri qualsiasi ATS:

  • blu corporate
  • grigio
  • verde "enterprise"

Tutti vogliono sembrare affidabili.

Risultato: sembrano tutti uguali.

CandyHire invece parte da un presupposto diverso:

l'affidabilità non la comunichi con il colore. La comunichi con il prodotto.

Quindi puoi permetterti di essere:

  • rosa → accessibile
  • lilla → distintivo
  • candy → memorabile

E funziona perché sotto c'è sostanza.

D:

Quanto è stato importante il concetto di "zero caos" nel design?

Marcello:

Tantissimo. È diventato una regola.

Ogni scelta visiva doveva rispondere a una domanda:

Riduce caos o lo aggiunge?

Quindi:

  • forme semplici
  • animazioni leggere
  • feedback immediati
  • niente rumore inutile

Il coniglio stesso è minimale.

Non è illustrato per essere bello.

È progettato per essere chiaro.

D:

C'è stato un momento in cui hai detto "ok, ora funziona"?

Marcello:

Sì. Quando il coniglio ha iniziato a "vivere" dentro il prodotto.

Non quando l'abbiamo disegnato.

Quando l'abbiamo animato.

Perché lì succede una cosa importante:

  • non è più un asset
  • è una presenza

E quando un utente sorride usando un ATS…

hai vinto.

D:

Se dovessi riassumere il passaggio dalla prima versione a oggi?

Marcello:

Da software corretto a prodotto con carattere.

Prima:

"Questo è un ATS"

Ora:

"Questo è CandyHire"

E sembra una differenza piccola.

In realtà è tutto.

D:

Ultima domanda. Il coniglio è definitivo?

Marcello:

No.

Ed è il punto più importante.

Il coniglio non è il brand.

È un linguaggio.

Può evolvere, cambiare, adattarsi alle feature, diventare più intelligente insieme al prodotto.

Se resta fermo, muore.

Se cresce con CandyHire, diventa un asset enorme.

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