STORY

Serena D'Angelo

Co-Founder & COO @ CandyHire

"Non adattiamo l'utente al software. Costruiamo il software attorno all'utente."

D:

Serena, partiamo dall'inizio. Chi sei professionalmente e cosa ti ha portata a costruire CandyHire?

Serena:

Vengo da anni di esperienza nelle risorse umane, in contesti strutturati e grandi aziende dove i processi sono complessi, stratificati e spesso poco efficienti.

Ho sempre lavorato a stretto contatto con recruiter, manager e candidati, vivendo ogni giorno le difficoltà reali del settore.

CandyHire nasce proprio da lì: dalla volontà concreta di semplificare tutto ciò che, nel recruiting, è diventato inutilmente complicato.

D:

Qual è stato il tuo ruolo nella costruzione di CandyHire?

Serena:

Fin dall'inizio sono stata al centro della progettazione dei flussi e dell'esperienza utente.

Mi sono concentrata su una domanda molto semplice:

"Come dovrebbe funzionare davvero un ATS per chi lo usa ogni giorno?"

Ho tradotto l'esperienza operativa in logiche di prodotto, costruendo processi chiari, lineari e soprattutto utili.

In CandyHire ogni passaggio ha un senso, ogni azione è pensata per far risparmiare tempo e ridurre errori.

D:

Hai lavorato con molti software HR in passato. Cosa mancava?

Serena:

Quasi tutti i software HR che ho utilizzato erano verticali, ma poco intuitivi.

Erano pensati più per "gestire dati" che per aiutare davvero le persone a lavorare meglio.

  • Mancava semplicità.
  • Mancava fluidità.
  • Mancava una visione reale del lavoro quotidiano.

CandyHire nasce con un approccio diverso: non adattiamo l'utente al software, costruiamo il software intorno all'utente.

D:

In cosa CandyHire è davvero diverso dagli altri ATS?

Serena:

La differenza sta nei dettagli, ma anche nella visione.

CandyHire non è solo uno strumento: è un sistema che organizza il lavoro.

Abbiamo progettato flussi che rispecchiano il modo reale in cui lavorano i recruiter:

  • pipeline chiare
  • comunicazioni semplificate
  • informazioni sempre accessibili

E soprattutto:

zero caos. Questo è il vero valore.

D:

Quanto è importante la UI in un prodotto come CandyHire?

Serena:

È fondamentale.

La UI non è estetica, è funzionalità.

Se un'interfaccia è chiara, il lavoro diventa immediatamente più semplice. Se è confusa, ogni attività diventa più lenta e stressante.

Io mi sono occupata proprio di questo: trasformare processi complessi in interazioni semplici, naturali, quasi automatiche.

D:

Qual è la tua filosofia quando progetti un flusso o una funzionalità?

Serena:

Parto sempre da una domanda:

"Questa cosa semplifica davvero il lavoro di chi la usa?"

Se la risposta è no, non serve.

Il mio obiettivo è:

  • eliminare attriti
  • ridurre passaggi inutili
  • rendere ogni azione immediata

Un buon prodotto non deve farti pensare troppo: deve accompagnarti.

D:

CandyHire è anche innovazione. Come si integra la tua esperienza con le nuove tecnologie?

Serena:

La tecnologia è uno strumento, non il fine.

La mia esperienza mi aiuta a capire dove serve davvero innovare.

L'AI, per esempio, in CandyHire non è "una feature da mostrare", ma qualcosa che automatizza attività ripetitive e libera tempo per ciò che conta davvero: le persone.

D:

Se dovessi descrivere CandyHire in una frase, quale sarebbe?

Serena:
"Un ATS costruito da chi il recruiting lo vive ogni giorno."
D:

E Serena D'Angelo invece?

Serena:
"Una persona che crede che il lavoro possa essere più semplice, più chiaro e più umano — se progettato nel modo giusto."
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